La nascita dell’impero Persiano (riassunto di storia e appunti)

Verso la metà del VI secolo il Medio Oriente è caratterizzato da un mutamento epocale: a guidarlo è il re persiano Ciro il Grande, sotto la cui guida i persiani, una popolazione di lingua indoeuropea stanziata nell’Iran sud-occidentale (La Persia dei Greci) intraprendono una vigorosa espansione militare, assoggettando i vicini Medi per poi sottomettere i Lidi (nel 547 sottomettono la loro capitale Sardi) e i Babilonesi (539) creando nel giro di un decennio un impero immenso, dal mediterraneo all’Asia centrale
*Alla sua morte, nel 530, l’Impero passa al figlio Cambise, che sottomette l’Egitto nel 525.
*Dopo problemi dinastici, nel 522/521 sale al potere Dario I, iniziando la dinastia degli Achemenidi che farà raggiungere all’impero la massima espansione, espandendosi a Oriente, Occidente e costruendo una testa di ponte in Europa, conquistando la costa meridionale della Tracia tra 512 e 510.

*Con Dario l’impero assume il suo aspetto organizzativo definitivo, caratterizzato dall’equilibrio tra il rigido dominio perisiano e le varie autonomie locali: le città conquistate non vengono distrutte, le tradizioni istituzionali e culturali vengono rispettate e le elite locali sono convolte nel governo delle città.
*Gravosi restano però gli oneri; fornitura di manodopere per le opere publiche e contingenti militari e il versamento di un tributo
*L’impero viene diviso in venti circoscrizioni denominate Satrapie, provincie multietniche governate da funzionari nobili persiani con ampi poteri militari e civili, i Satrapi, che hanno stretti rapporti con potere centrale, che controlla spesso il loro operato tramite ispettori iteneranti detti “gli occhi del re”
*L’elemento unificatore dell’impero è principalmente la figura carismatica del sovrano, definito Gran Re dai Greci, che dispone di un potere assoluto datogli dalla divinità Ahura Mazda.

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