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Il rapporto tra i vini della Grecia antica ed il gusto degli antichi romani

Gli antichi romani amavano il vino greco?

Secondo alcune leggende sembrerebbe di no. O almeno così sembrerebbe per quanto riguarda il vino retsina. Si dice infatti che i romani non amassero il suo sapore leggermente amaro e che pertanto non avessero piacere nemmeno a saccheggiare i vini delle città greche con lo stesso sapore di resina di pino.

Questo credo non sia vero. Infatti, come riportato in questo sito italiano che approfondisce la storia del retsina, sembrerebbe che alcuni autori romani parlassero del retsina senza parole di disprezzo.

Alcuni anzi, avrebbero anche con piacere condiviso notizie su come sarebbe stato possibile migliorarne il sapore, ad esempio prendendo la resina di pini situati in montagna, evitando di usare la resina dei pini vicini alle coste per preparare il retsina.

D’altronde, i romani hanno sempre portato con piacere alcune delle usanze greche nella loro penisola, tanto che l’impero romano è spesso chiamato nei libri di storia come “impero romano-greco” proprio per rimarcare questa grande unione di due culture all’interno dei suoi territori.

I sapori della Grecia antica sono rimasti radicati nella nostra cultura culinaria?

I romani infatti credevano per lo più in divinità greche, andavano a studiare ad Atene e arrivarono a fondare un nuovo impero romano nella famosissima Costantinopoli.

Detto questo, spaziando oltre il retsina, è naturale che i romani amassero i vini greci visto che le varietà di uve greche più antiche sono ancora conservate in Italia, specialmente nella parte meridionale della penisola italiana.

Se non fossero piaciute queste varietà di uve e i relativi vini perché mai infatti coltivarle e custodirle con così tanta premura dopo due millenni? Il tutto è ancora oggetto di discussione e studi.

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